Sei gruppi ossidrilici
La struttura ricca di gruppi –OH gli conferisce un’elevata affinità per l’acqua.
Nome INCI
Sorbitol
Polialcol a sei atomi di carbonio, noto anche come D-glucitolo, ottenuto industrialmente per idrogenazione del glucosio. In cosmetica è umettante e condizionante della pelle.
Le formule che lo contengono
La struttura ricca di gruppi –OH gli conferisce un’elevata affinità per l’acqua.
CosIng lo classifica sia come umettante sia come agente condizionante della pelle.
Si scioglie facilmente nella fase acquosa, dove può essere inserito senza difficoltà di formulazione.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Il sorbitolo è uno zucchero-alcol, o polialcol, con formula C6H14O6: lungo la sua catena di sei atomi di carbonio ogni atomo porta un gruppo ossidrilico. CosIng lo identifica con il nome chimico D-glucitolo e con il numero CAS 50-70-4. Si trova in natura in molti frutti, in alghe e in altre piante; su scala industriale si ottiene per idrogenazione catalitica ad alta pressione, o per riduzione elettrolitica, di soluzioni di glucosio, per esempio da amido di mais, oppure da zucchero di canna o di barbabietola dopo idrolisi. Come sostanza pura è una polvere bianca cristallina, inodore e igroscopica, dal sapore dolce ma meno intenso di quello del saccarosio; è commercializzato anche in soluzione acquosa limpida.
Il nome può trarre in inganno: il sorbitolo non ha nulla a che vedere con l’acido sorbico o il sorbato di potassio, che sono conservanti. È invece la base degli esteri del sorbitano, come Sorbitan Stearate: tensioattivi ed emulsionanti ottenuti da anidridi del sorbitolo e acidi grassi, che in etichetta compaiono con un nome INCI proprio. Quando l’idrogenazione parte da zucchero invertito, insieme al sorbitolo si forma mannitolo, un polialcol con la stessa formula bruta.
CosIng attribuisce al sorbitolo le funzioni di umettante e di condizionante della pelle, e lo elenca anche tra le sostanze con funzione profumante. Come umettante trattiene l’umidità nella formula e sulla pelle; come condizionante contribuisce a mantenere la pelle in buone condizioni dopo l’applicazione.
La stessa funzione umettante è riconosciuta anche in ambito alimentare, dove il sorbitolo è classificato tra gli additivi umettanti oltre che tra gli edulcoranti. In un prodotto cosmetico un formulatore lo sceglie per la grande solubilità in acqua e per il carattere igroscopico, che lo rendono facile da inserire nella fase acquosa.
Nella gamma YVALA il sorbitolo è presente nella Mousse detergente struccante, nella Crema viso antiage e nel Siero viso antiage. Nella mousse, che si risciacqua, fa parte della fase acquosa che accompagna i tensioattivi durante la detersione; nella crema e nel siero contribuisce alla componente umettante, insieme agli altri ingredienti che trattengono l’acqua.
I sei gruppi ossidrilici (–OH) interagiscono con le molecole d’acqua: è questa struttura a spiegare la sua forte affinità per l’acqua e la facilità con cui si scioglie. Essendo un solido, non evapora insieme all’acqua della formula e resta sulla superficie, dove il suo carattere igroscopico continua ad attirare umidità.
No, è uno zucchero-alcol. Si ottiene dal glucosio per idrogenazione, che riduce lo zucchero a polialcol. Ha sapore dolce, ma una struttura e un comportamento chimico diversi da quelli degli zuccheri.
No. Il sorbato di potassio è il sale dell’acido sorbico ed è registrato in CosIng come conservante. Il sorbitolo è un polialcol con funzione umettante: i nomi si somigliano, ma le molecole sono diverse.
Le vie industriali documentate partono da zuccheri come glucosio da amido di mais o zucchero di canna e di barbabietola. Il nome INCI non indica però quale materia prima sia stata usata in una specifica formula.