Nota floreale fresca
Ha un odore floreale che richiama l’olio di bergamotto e la lavanda francese.
Nome INCI
Linalool
Alcol terpenico dall’odore floreale, presente in oli essenziali come lavanda, neroli e ylang-ylang. È tra gli allergeni delle fragranze da indicare in etichetta.
Le formule che lo contengono
Ha un odore floreale che richiama l’olio di bergamotto e la lavanda francese.
Si ritrova in quantità rilevanti negli oli di lavanda, neroli e ylang-ylang.
È tra le fragranze da indicare singolarmente già dal testo originario del Regolamento 1223/2009 (voce 84).
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Il linalolo (3,7-dimetil-1,6-ottadien-3-olo) è un alcol monoterpenico e un isomero strutturale del geraniolo: ha la stessa formula, ma con gli atomi disposti in modo diverso. È un liquido incolore dall’odore floreale, che le banche dati chimiche accostano all’olio di bergamotto e alla lavanda francese.
Si trova in molti oli essenziali. Secondo i dati riportati dall’SCCS è uno dei costituenti principali della prima frazione di distillazione dell’olio di ylang-ylang, arriva fino al 44% nell’olio di neroli e, insieme all’acetato di linalile, è tra i componenti principali dell’olio di lavanda. Non va confuso proprio con il Linalyl Acetate, il suo estere con l’acido acetico, che ha un nome INCI e una voce di etichettatura propri.
Ha funzione profumante e dà alla composizione una nota floreale e fresca. È una delle sostanze aromatiche più usate: in una rassegna britannica di 300 prodotti di consumo citata dall’SCCS, linalolo e limonene comparivano nel 63% dei prodotti.
La sua diffusione dipende anche dal fatto che molti oli essenziali lo contengono in quantità rilevanti: una formula può quindi apportarlo come sostanza aggiunta alla fragranza o attraverso un olio.
Figura nell’INCI della Mousse detergente struccante, della Crema viso antiage e del Siero viso antiage, in tutti e tre i casi accanto a Parfum; nella Mousse è affiancato anche dal Geranyl Acetate, nei due trattamenti viso dal Limonene. Fa parte della componente olfattiva della formula, sia nel prodotto per la detersione sia in quelli che restano sulla pelle.
All’aria il linalolo si autossida e forma idroperossidi, che l’SCCS indica come i principali allergeni; l’autossidazione del linalolo e quella del suo isomero geraniolo producono però sostanze diverse. Lo stesso processo avviene quando il linalolo è contenuto in un olio essenziale: per l’olio di lavanda esposto all’aria l’SCCS riporta un aumento della capacità sensibilizzante.
Il linalolo è nell’elenco delle fragranze allergizzanti dell’Allegato III del Regolamento (CE) 1223/2009 fin dal testo originario (voce 84): va indicato nella lista ingredienti quando supera lo 0,001% nei prodotti da non sciacquare e lo 0,01% in quelli da sciacquare. Nei test riassunti dall’SCCS le reazioni al linalolo stabilizzato sono poco frequenti (0,3% in uno studio su 2401 pazienti), mentre con il linalolo ossidato sono salite al 5,3% dei 1725 pazienti di uno studio svedese: per chi è sensibilizzato conta soprattutto la forma ossidata.
Fa parte delle fragranze allergizzanti che il regolamento europeo chiede di indicare in etichetta oltre determinate soglie. Secondo l’SCCS le reazioni sono legate soprattutto ai suoi idroperossidi, che si formano quando la sostanza si ossida all’aria.
Non necessariamente. Il linalolo è un costituente dell’olio di lavanda, ma anche di neroli, ylang-ylang e molti altri oli, e può far parte di una composizione profumante: la voce Linalool da sola non indica la sua provenienza.
No. Il linalyl acetate è l’estere del linalolo con l’acido acetico e ha un nome INCI distinto. Il Regolamento (UE) 2023/1545 gli ha dato una voce propria tra le fragranze allergizzanti da dichiarare, separata da quella del linalolo.