Saponine triterpeniche
Sono glicosidi dell’acido quillaico e danno all’estratto il suo comportamento da tensioattivo.
Nome INCI
Quillaja Saponaria Bark Extract
Estratto della corteccia di Quillaja saponaria, ricco di saponine triterpeniche: sostanze vegetali che formano schiuma e aiutano olio e acqua a restare uniti.
Le formule che lo contengono
Sono glicosidi dell’acido quillaico e danno all’estratto il suo comportamento da tensioattivo.
Le saponine stabilizzano bolle d’aria e goccioline d’olio disperse in acqua.
Estratti della stessa pianta sono impiegati negli alimenti come additivo E 999, la cui sicurezza è stata rivalutata dall’EFSA nel 2019.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Quillaja Saponaria Bark Extract è un estratto della corteccia di Quillaja saponaria, albero che CosIng indica con il nome inglese di Panama bark. Per l’estratto impiegato come additivo alimentare (E 999), l’EFSA descrive un’estrazione acquosa della corteccia interna macinata o del legno di rami potati, seguita da chiarificazione, filtrazione, ultrafiltrazione, concentrazione e pastorizzazione.
I componenti caratteristici sono le saponine triterpeniche, glicosidi dell’acido quillaico, accompagnate da polifenoli, tannini e zuccheri. Il nome non va confuso con Saponaria officinalis, la saponaria comune: è una pianta erbacea diversa, da cui derivano ingredienti con INCI propri.
Tra le funzioni registrate per questo ingrediente figurano detergente, tensioattivo detergente, tensioattivo emulsionante, schiumogeno, idratante e condizionante per la pelle. Sono funzioni che derivano in gran parte dal comportamento delle saponine all’interfaccia tra acqua, aria e olio.
Il formulatore lo sceglie quando cerca un tensioattivo ottenuto direttamente da una corteccia, da usare come aiuto alla schiuma nei detergenti oppure come co-emulsionante nelle creme, accanto agli emulsionanti principali.
In YVALA l’estratto di quillaia fa parte della Crema viso antiage. In un’emulsione cremosa la sua componente saponinica può affiancare gli emulsionanti nel mantenere disperse le goccioline di olio nella fase acquosa; CosIng lo registra inoltre come condizionante per la pelle.
Le saponine sono molecole anfifiliche: la parte triterpenica, poco affine all’acqua, è legata a catene di zuccheri che invece la attraggono. Per questo si dispongono all’interfaccia tra aria e acqua o tra olio e acqua, abbassano la tensione superficiale e stabilizzano bolle e goccioline. L’EFSA descrive due tipi di estratto con contenuti di saponine molto diversi, il che spiega perché materie prime con lo stesso nome possano comportarsi in modo differente.
No. Quillaja saponaria è un albero da cui si ricava l’estratto di corteccia, mentre Saponaria officinalis è una pianta erbacea diversa. Entrambe contengono saponine, ma danno origine a ingredienti con INCI e composizione differenti.
In una crema non serve a lavare: le saponine possono aiutare gli emulsionanti a mantenere uniti olio e acqua. CosIng lo registra anche come condizionante per la pelle.
È la sigla con cui l’estratto di quillaia è autorizzato come additivo alimentare nell’Unione europea. Nella rivalutazione del 2019 l’EFSA distingue due tipi di estratto, uno non purificato e uno arricchito in saponine; l’uso cosmetico segue invece le regole del Regolamento (CE) 1223/2009.