Esopolisaccaridi marini
La materia prima interessa soprattutto per i polisaccaridi che i batteri Alteromonas producono e rilasciano durante la coltura.
Nome INCI
Alteromonas Ferment Extract
Estratto ottenuto dalla fermentazione di batteri marini del genere Alteromonas, studiati per gli esopolisaccaridi che producono. In CosIng è registrato come condizionante della pelle.
Le formule che lo contengono
La materia prima interessa soprattutto per i polisaccaridi che i batteri Alteromonas producono e rilasciano durante la coltura.
Acidi uronici e gruppi solfato conferiscono a questi polisaccaridi cariche negative distribuite lungo la catena.
Si ottiene dalla coltura di batteri: il riferimento al mare riguarda l’ambiente da cui provengono i ceppi, non un estratto di acqua marina.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Alteromonas Ferment Extract è, secondo la descrizione CosIng, l’estratto del prodotto ottenuto dalla fermentazione di Alteromonas, un genere di batteri marini. Il nome INCI indica il microrganismo e il tipo di preparazione, ma non il ceppo, il mezzo di coltura né il processo di estrazione: materie prime di fornitori diversi possono avere la stessa denominazione e una composizione differente.
Alcuni ceppi di Alteromonas macleodii provengono da ambienti estremi: uno dei più studiati è stato raccolto presso le sorgenti idrotermali della dorsale del Pacifico orientale, a circa 2600 metri di profondità, da un verme marino che vive accanto alle bocche idrotermali. Non va confuso con Alteromonas Ferment Filtrate, che in CosIng è una voce distinta: un filtrato della fermentazione di Alteromonas macleodii, classificato come umettante.
In CosIng la funzione registrata è condizionante della pelle, nella categoria che raccoglie gli ingredienti che contribuiscono a mantenerla in buone condizioni senza rientrare in un gruppo più specifico. L’interesse della ricerca per questo genere batterico riguarda soprattutto gli esopolisaccaridi, polimeri che i batteri secernono all’esterno della cellula durante la coltura.
L’esopolisaccaride del ceppo abissale di A. macleodii, chiamato deepsane, è stato caratterizzato in letteratura ed è impiegato in una materia prima cosmetica destinata alle pelli sensibili. È un esempio del motivo per cui la cosmetica guarda a questi batteri; il dato riguarda però quel ceppo e quella preparazione, non ogni estratto con lo stesso nome INCI.
In YVALA si trova nella Crema viso antiage. In un’emulsione per il viso fa parte degli ingredienti con funzione di condizionamento cutaneo e contribuisce, insieme agli altri condizionanti della formula, al comfort della pelle e alla sensazione che la crema lascia dopo l’applicazione.
Gli esopolisaccaridi descritti per diversi ceppi di Alteromonas sono catene di zuccheri neutri, come glucosio, galattosio e mannosio, alternati ad acidi uronici; vi compaiono anche piccole quantità di gruppi solfato. Questi gruppi carichi negativamente danno al polimero un carattere di polielettrolita, che gli permette di legarsi a ioni positivi e di formare reti fisiche. In soluzione acquosa le catene aumentano la viscosità, con un comportamento che si fluidifica sotto sforzo.
Il nome INCI indica un estratto ricavato dal prodotto della fermentazione, non una coltura di microrganismi. È una materia prima lavorata, che entra nella formula per i suoi componenti, a partire dai polisaccaridi.
No. Nell’inventario europeo CosIng sono due voci distinte: l’estratto è registrato come condizionante della pelle, il filtrato come umettante. Indicano preparazioni diverse ottenute dalla fermentazione dello stesso genere di batteri.
Deriva dalla fermentazione di un microrganismo, non da un animale. Per un claim vegano conta però l’intera filiera della materia prima, compresi i nutrienti del mezzo di coltura, che va documentata dal fornitore.