Solvente anfifilico
Con due ossidrili e una corta catena idrocarburica interagisce sia con l’acqua sia con componenti meno polari.
Nome INCI
1,2-Hexanediol
Diolo a sei atomi di carbonio con funzione di solvente e condizionante cutaneo; nelle formule acquose affianca spesso il sistema conservante.
Le formule che lo contengono
Con due ossidrili e una corta catena idrocarburica interagisce sia con l’acqua sia con componenti meno polari.
L’attività antimicrobica tipica degli 1,2-alcandioli affianca il sistema conservante della formula.
CosIng gli attribuisce anche la funzione di mantenere la pelle in buone condizioni.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
1,2-Hexanediol è un diolo: una catena di sei atomi di carbonio (esano) con due gruppi ossidrilici sul primo e sul secondo atomo. La numerazione «1,2», virgola compresa, fa parte del nome INCI e indica proprio la posizione dei due ossidrili. La formula è C6H14O2 e la materia prima, a temperatura ambiente, è un liquido.
Non va confuso con l’1,6-esandiolo, isomero con la stessa formula ma con gli ossidrili alle due estremità della catena. Appartiene invece alla famiglia degli 1,2-alcandioli, di cui fanno parte anche pentylene glycol (cinque atomi di carbonio) e caprylyl glycol (otto atomi di carbonio): molecole costruite allo stesso modo, che differiscono per la lunghezza della catena.
Nella banca dati europea CosIng le funzioni attribuite all’1,2-hexanediol sono due: solvente e condizionante cutaneo. Come solvente aiuta a sciogliere e a distribuire in modo uniforme altri componenti della formula; come condizionante contribuisce a mantenere la pelle in buone condizioni.
Molti formulatori lo scelgono anche per un motivo pratico: nei glicoli di questa famiglia l’attività antimicrobica cresce con la lunghezza della catena, dal propylene glycol fino al caprylyl glycol, e l’1,2-hexanediol si colloca a metà di questa scala. Per questo viene impiegato come ingrediente multifunzionale che affianca il sistema conservante, come documentato da una ricerca sui cosmetici destinati all’infanzia.
In YVALA è presente nella Mousse detergente struccante. In un detergente a base acquosa come questo contribuisce a mantenere in soluzione gli altri componenti e, insieme al sistema conservante, partecipa alla stabilità microbiologica della formula.
La molecola unisce una parte polare, i due ossidrili vicini, a una corta coda idrocarburica: questa struttura le permette di interagire sia con l’acqua sia con sostanze meno polari. La stessa architettura, simile a quella di un emulsionante, altera l’integrità della membrana cellulare dei microrganismi e ne aumenta la permeabilità, che è il meccanismo proposto per l’attività antimicrobica dei glicoli di questa famiglia.
Come materia prima pura, la maggior parte delle notifiche all’inventario di classificazione ed etichettatura dell’ECHA lo indica come irritante per gli occhi (H319); una parte minore segnala anche irritazione cutanea (H315) e delle vie respiratorie (H335). La classificazione riguarda la sostanza concentrata, non il prodotto finito, nel quale è diluito e la cui sicurezza è valutata sulla formula completa.
Le funzioni che gli attribuisce CosIng sono quelle di solvente e condizionante cutaneo, non di conservante. Possiede però un’attività antimicrobica che lo rende un supporto al sistema conservante. Da solo non sempre basta: in uno studio sui cosmetici per l’infanzia, un sistema basato soprattutto su 1,2-hexanediol non ha raggiunto i criteri previsti contro i funghi.
Sono isomeri: hanno la stessa formula, ma i due ossidrili si trovano in posizioni diverse, vicini all’inizio della catena nel primo e alle due estremità nel secondo. Sono sostanze distinte, con nomi INCI e impieghi diversi.
La virgola separa i numeri 1 e 2, che indicano su quali atomi di carbonio della catena si trovano i due gruppi ossidrilici. È parte integrante della denominazione INCI e va riportata così nella lista ingredienti.