Nota di scorza fresca
Porta nella crema un profumo di scorza d’arancia che si avverte soprattutto all’apertura e nei primi momenti d’uso.
Nome INCI
Citrus Aurantium Dulcis Peel Oil
È l’olio volatile ottenuto per spremitura della buccia dell’arancia dolce (Citrus sinensis). Nei cosmetici dà una nota agrumata fresca e dolce.
Le formule che lo contengono
Porta nella crema un profumo di scorza d’arancia che si avverte soprattutto all’apertura e nei primi momenti d’uso.
Alfa- e beta-sinensale, presenti in tracce, danno all’olio il tono dolce che lo distingue dall’arancia amara.
Si accosta facilmente ad altri oli di agrumi, come l’olio di lime distillato presente nella stessa crema corpo.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Citrus Aurantium Dulcis Peel Oil è l’olio volatile che, secondo la definizione della banca dati europea CosIng, si ricava per spremitura della buccia dell’arancia dolce, Citrus sinensis. Nel nome INCI la parola «Dulcis» è decisiva: distingue l’arancia dolce dall’arancio amaro, Citrus aurantium, una specie diversa da cui si ottengono oli con un profilo diverso.
Il parere del comitato scientifico europeo SCCS descrive questi oli come composti per oltre il 90% da idrocarburi terpenici, soprattutto (+)-limonene. Il carattere del profumo dipende però dai componenti minori: aldeidi, principalmente decanale e citrale, alcuni esteri e due aldeidi sesquiterpeniche, alfa- e beta-sinensale, che secondo lo stesso parere contribuiscono in modo particolare all’aroma dolce tipico dell’arancia.
In CosIng l’ingrediente è registrato con le funzioni di fragranza e di condizionante cutaneo. Il suo impiego principale è olfattivo: porta una nota di scorza d’arancia che si avverte soprattutto all’apertura del prodotto e nei primi momenti dopo l’applicazione.
Rispetto all’olio di buccia d’arancia amara, che il parere SCCS descrive come più povero di aldeidi e più ricco di esteri, ha un profilo più dolce, legato anche ai sinensali. Per un formulatore conta inoltre che l’arancia dolce non compaia tra gli oli agrumati per i quali lo standard IFRA sulla fototossicità raccomanda limiti d’uso, a differenza di bergamotto, limone, lime e arancia amara spremuti.
Fa parte della Crema corpo idratante YVALA, un prodotto che resta sulla pelle, dove contribuisce alla nota agrumata insieme all’olio di lime distillato (Citrus Aurantifolia Peel Oil Distilled). Nella stessa lista compaiono Limonene, Citral, Pinene e Terpineol: sono sostanze che il regolamento cosmetici chiede di indicare singolarmente quando superano la soglia prevista e, allo stesso tempo, costituenti tipici degli oli di agrumi, per cui la loro presenza in etichetta è coerente con l’uso di questi oli.
Il limonene e gli altri monoterpeni evaporano rapidamente dalla pelle e portano la parte più immediata del profumo, mentre aldeidi e sinensali, presenti in piccole quantità, ne definiscono il carattere. A contatto con l’aria il limonene si autossida: il parere SCCS indica che i suoi prodotti di ossidazione sono sensibilizzanti potenti, mentre il limonene non ossidato causa raramente reazioni allergiche.
Con il Regolamento (UE) 2023/1545 gli oli di buccia d’arancia, amara e dolce, sono entrati tra gli allergeni delle fragranze da indicare in etichetta quando superano lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo e lo 0,01% in quelli da risciacquare. Il parere SCCS del 2012 classifica l’olio di arancia dolce spremuto tra gli estratti naturali riconosciuti come allergeni da contatto nell’uomo: chi ha un’allergia accertata agli oli di agrumi o al limonene ossidato dovrebbe controllare la lista ingredienti.
È considerato un allergene delle fragranze: il parere SCCS del 2012 lo classifica tra gli estratti naturali riconosciuti come allergeni da contatto nell’uomo e il Regolamento (UE) 2023/1545 ne ha reso obbligatoria la dichiarazione in etichetta sopra soglia. Questo non significa che provochi reazioni in tutti: il problema riguarda le persone già sensibilizzate.
No. «Citrus Aurantium Dulcis» indica l’arancia dolce (Citrus sinensis), mentre «Citrus Aurantium» da solo indica l’arancio amaro. Dal Regolamento (UE) 2023/1545, però, «Citrus Aurantium Peel Oil» è anche la dicitura comune con cui si dichiarano in etichetta gli oli di buccia di entrambe le specie quando superano la soglia.
Lo standard IFRA sugli oli contenenti furocumarine raccomanda limiti per bergamotto, limone, lime, pompelmo e arancia amara spremuti, ma non elenca l’olio di arancia dolce. Resta buona norma conservare il prodotto ben chiuso, perché a contatto con l’aria il limonene si ossida e forma composti più sensibilizzanti.