Struttura da amminoacido
La molecola si costruisce a partire da L-arginina, etanolo e una catena di acido laurico.
Nome INCI
Ethyl Lauroyl Arginate HCl
Conservante cosmetico derivato da L-arginina, etanolo e acido laurico. È un tensioattivo cationico e si presenta come cloridrato, da cui la sigla HCl.
Le formule che lo contengono
La molecola si costruisce a partire da L-arginina, etanolo e una catena di acido laurico.
La letteratura ne descrive l’attività antimicrobica tra pH 3 e pH 7.
Oltre che come conservante, CosIng lo registra come condizionante per pelle e capelli.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Ethyl Lauroyl Arginate HCl è il cloridrato dell’estere etilico della N-lauroil-L-arginina. Nella sintesi descritta in letteratura l’amminoacido L-arginina viene prima esterificato con l’etanolo; l’estere ottenuto reagisce poi con il cloruro di lauroile, che apporta una catena di acido laurico a dodici atomi di carbonio, in ambiente acquoso e a temperatura e pH controllati. Il prodotto è un sale cloridrato molto solubile in acqua.
La molecola unisce una coda lipofila, la catena laurica, a una testa idrofila con carica positiva derivata dall’arginina: è quindi un tensioattivo cationico, che oltre una certa concentrazione si organizza in micelle. Il nome può far pensare all’arginina libera, ma si tratta di una sostanza diversa, con una voce regolatoria propria; negli alimenti la stessa molecola è autorizzata nell’Unione europea come additivo conservante con la sigla E 243.
L’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009, l’elenco dei conservanti ammessi, lo include alla voce 58. La banca dati CosIng della Commissione europea, oltre alla funzione di conservante, gli attribuisce anche quelle di antimicrobico, deodorante, condizionante per pelle e capelli e ingrediente per l’igiene orale.
Un formulatore lo sceglie perché la letteratura ne descrive l’attività antimicrobica in un intervallo di pH ampio, da 3 a 7, e quindi anche in formule poco acide. È inoltre solubile in acqua e compatibile con prodotti che restano su pelle e capelli, purché non siano spray o destinati alle labbra.
Nella gamma YVALA si trova nel Balsamo anti-crespo senza risciacquo e nella Crema corpo idratante, due prodotti che restano su capelli e pelle dopo l’applicazione. In entrambi fa parte del sistema conservante e contribuisce a mantenere la qualità microbiologica della formula durante l’uso; nel balsamo lavora accanto al sorbato di potassio e al benzoato di sodio.
La coda laurica e la testa cationica permettono alla molecola di legarsi alla superficie dei microrganismi e di alterarne la membrana, con perdita del potenziale di membrana e fuoriuscita di potassio, proteine e ATP. La stabilità dipende dal pH: a 25 °C l’emivita riportata è superiore a un anno a pH 4, di circa 57 giorni a pH 7 e di circa 34 ore a pH 9, perché in ambiente alcalino la molecola si idrolizza più rapidamente.
È un conservante regolamentato dall’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009 (voce 58): nei cosmetici diversi dai collutori il limite massimo è dello 0,4% e l’uso non è ammesso nei prodotti per le labbra, nei prodotti orali e nei prodotti spray. Nei collutori il limite è dello 0,15% e non è consentito l’uso in preparazioni per bambini sotto i 10 anni.
No. L’arginina è un amminoacido, mentre l’etil lauroil arginato è una molecola diversa, ottenuta legando l’arginina all’etanolo e a una catena di acido laurico. Ha le proprietà di un tensioattivo cationico e una propria voce tra i conservanti ammessi.
No. L’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009 lo esclude dai prodotti per le labbra, dai prodotti orali diversi dai collutori e dai prodotti spray. Negli altri cosmetici è ammesso fino allo 0,4%.
Sì. Nell’Unione europea è un additivo conservante con la sigla E 243 e negli Stati Uniti è riconosciuto come GRAS per diversi alimenti. Nell’organismo viene scomposto fino ad arginina e acido laurico, che seguono le normali vie metaboliche di amminoacidi e acidi grassi.