Forte azione sgrassante
Nelle prove sul sebo modello ha superato SLS, SLES e sodio lauroil sarcosinato.
Nome INCI
Sodium Coco-Sulfate
Tensioattivo anionico della famiglia degli alchilsolfati: sale sodico del solfato degli alcoli grassi del cocco. Nei test di laboratorio scioglie il sebo in modo marcato.
Le formule che lo contengono
Nelle prove sul sebo modello ha superato SLS, SLES e sodio lauroil sarcosinato.
La parte grassa riflette la miscela di alcoli del cocco, non una singola lunghezza di catena come nello SLS.
Il gruppo di esperti CIR lo ha incluso nella valutazione di sicurezza degli alchilsolfati del 2010.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Sodium Coco-Sulfate è, secondo la descrizione CosIng, il sale sodico dell’estere solforico dell’alcol di cocco (CAS 97375-27-4). È un parente stretto del Sodium Lauryl Sulfate (SLS), il solfato di sodio dell’alcol dodecilico: anziché una sola catena a 12 atomi di carbonio, contiene le diverse catene degli alcoli grassi del cocco. Uno studio del 2025 lo definisce un omologo dello SLS ricavato dal cocco.
Non va confuso con il Sodium Laureth Sulfate (SLES), che è etossilato, né con gli acilglutammati come il Sodium Cocoyl Glutamate, la cui parte idrofila è un amminoacido e non un gruppo solfato.
CosIng gli attribuisce una sola funzione, «surfactant – cleansing». Nei confronti di laboratorio pubblicati si distingue per la capacità di sciogliere i grassi: in una prova di solubilizzazione del sebo modello è risultato il più efficace fra quattro tensioattivi anionici, davanti a SLS, SLES e sodio lauroil sarcosinato.
La stessa forza sgrassante si accompagna a un potenziale irritante elevato quando il tensioattivo è testato da solo in soluzione. Il formulatore lo sceglie quindi per la sua efficacia lavante e ne bilancia il profilo con il resto della formula.
In YVALA si trova nello Shampoo Neutro, dove contribuisce alla rimozione di sebo e residui da cute e lunghezze e alla formazione della schiuma; nella stessa formula è affiancato dal Sodium Lauroyl Glutamate, un tensioattivo a base amminoacidica.
La testa solfato resta ionizzata nell’intervallo di pH dei cosmetici, quindi la molecola mantiene la carica negativa e un’elevata solubilità in acqua. Sopra la concentrazione micellare critica, circa 8,5 mmol/L in uno studio del 2025, forma micelle che inglobano i lipidi del sebo e li trasportano nell’acqua di risciacquo.
Come materia prima in soluzione ha un potenziale irritante elevato nei test di laboratorio: il suo indice di zeina ha superato la soglia di 400 mgN/100 mL oltre la quale una soluzione è classificata come fortemente irritante, pur risultando inferiore a quello dello SLS nello stesso confronto. Il dato riguarda il tensioattivo da solo, non il prodotto finito, in cui è diluito e combinato con altri ingredienti. Il gruppo di esperti CIR ha valutato gli alchilsolfati, Sodium Coco-Sulfate compreso, sicuri nelle condizioni d’uso e di concentrazione esaminate.
No, ma sono parenti stretti. Entrambi sono alchilsolfati di sodio: lo SLS ha una catena a 12 atomi di carbonio, mentre il Sodium Coco-Sulfate contiene la miscela di catene degli alcoli del cocco. In un confronto di laboratorio il suo indice di zeina è risultato elevato, ma più basso di quello dello SLS.
No. Il Sodium Laureth Sulfate è etossilato, cioè contiene unità di ossido di etilene tra la catena grassa e il gruppo solfato; il Sodium Coco-Sulfate non le contiene. Nelle prove di laboratorio i due hanno mostrato capacità sgrassante e potenziale irritante diversi.
Il valore misurato su una soluzione del solo tensioattivo può cambiare in presenza di altre sostanze. In uno studio del 2020 l’aggiunta di ectoina ha ridotto di circa un quinto l’indice di zeina del Sodium Coco-Sulfate. Per questo il dato della materia prima non descrive da solo il comportamento di un prodotto finito.