Ricco di acido laurico
I suoi trigliceridi sono in gran parte saturi, con l’acido laurico come acido grasso principale.
Nome INCI
Cocos Nucifera Oil
Olio ricavato dalla polpa del cocco, composto in gran parte da trigliceridi saturi ricchi di acido laurico. In cosmetica è usato come condizionante per capelli e pelle.
Le formule che lo contengono
I suoi trigliceridi sono in gran parte saturi, con l’acido laurico come acido grasso principale.
Studi sulla fibra capillare ne descrivono la capacità di penetrare nel fusto, a differenza dell’olio minerale.
È registrato fra i condizionanti per capelli, la funzione che riguarda aspetto e tatto della fibra.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Cocos Nucifera Oil è l’olio fisso ottenuto per spremitura del gheriglio, cioè la polpa del seme, della palma da cocco (Cocos nucifera). Secondo il Cosmetic Ingredient Review si ricava per spremitura meccanica della copra, la polpa essiccata; l’olio grezzo può poi essere raffinato, decolorato e deodorato. È composto per circa il 90% da trigliceridi saturi, e l’acido grasso più abbondante è l’acido laurico, che nei dati riportati dal CIR costituisce fra il 44 e il 52% degli acidi grassi. Si presenta come un olio semisolido giallo pallido, con un intervallo di fusione di circa 21-25 °C.
È un olio vegetale usato tal quale, da non confondere con gli ingredienti che se ne ricavano per lavorazione chimica: Caprylic/Capric Triglyceride, trigliceride ricostruito con i soli acidi a 8 e 10 atomi di carbonio, e Coco-Caprylate/Caprate, miscela di esteri di alcoli grassi ottenuti dall’olio di cocco.
Il CIR riporta per questo ingrediente le funzioni di fragranza, condizionante per capelli e condizionante cutaneo. Nei prodotti per capelli la funzione condizionante riguarda l’aspetto e il tatto della fibra.
L’interesse per la cura dei capelli ha anche una base sperimentale. In uno studio pubblicato nel 2003 sul Journal of Cosmetic Science è stato confrontato con olio minerale e olio di girasole: l’olio di cocco è stato l’unico a ridurre in modo marcato la perdita di proteine da capelli integri e danneggiati, applicato prima o dopo il lavaggio. Il risultato riguarda l’olio puro usato come trattamento, non una formula specifica.
Nel Balsamo anti-crespo senza risciacquo fa parte della componente lipidica condizionante: resta sulle lunghezze dopo l’applicazione e contribuisce alla morbidezza e alla scorrevolezza al tatto, insieme all’altro emolliente della formula, Ethylhexyl Stearate.
La ricerca sulla fibra capillare attribuisce il comportamento dell’olio di cocco alla sua struttura: i trigliceridi dell’acido laurico hanno catene lineari e un peso molecolare relativamente basso, che permettono loro di penetrare nel fusto, e mostrano affinità per le proteine del capello. L’olio di girasole, ricco di acido linoleico, ha invece una struttura più ingombrante per la presenza di doppi legami e non penetra allo stesso modo. Gli oli capaci di penetrare possono inoltre ridurre l’acqua assorbita dal capello e quindi i cicli ripetuti di rigonfiamento e asciugatura, un fattore che contribuisce a danneggiarlo.
È composto per circa il 90% da trigliceridi saturi e ha un intervallo di fusione di circa 21-25 °C: sotto queste temperature si rapprende, sopra torna liquido. Nella materia prima è un comportamento normale; in un prodotto finito la consistenza dipende dall’intera formula.
Gli studi sulla fibra capillare indicano che, grazie alle catene lineari dell’acido laurico e al peso molecolare contenuto, può penetrare nel fusto, cosa che l’olio minerale non fa. Quanto ne raggiunga l’interno in un prodotto dipende dalla formula e dal modo d’uso.
No. Cocos Nucifera Oil è l’olio vegetale tal quale, mentre Coco-Caprylate/Caprate è una miscela di esteri ottenuta per reazione chimica fra alcoli grassi ricavati dall’olio di cocco e gli acidi caprilico e caprico. Il legame fra i due sta solo nell’origine degli alcoli grassi.