Nota mielata
Aggiunge al profumo una sfumatura dolce, descritta come mielata e floreale.
Nome INCI
Cinnamic Acid
Acido aromatico che prende il nome dalla cannella e si forma in molte piante. In cosmetica è registrato come profumante e condizionante cutaneo; ha un odore lieve e mielato.
Le formule che lo contengono
Aggiunge al profumo una sfumatura dolce, descritta come mielata e floreale.
Con un punto di ebollizione intorno ai 300 °C, sostiene la parte più persistente della composizione olfattiva.
Nella banca dati europea è registrato sia come profumante sia come condizionante cutaneo.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
L’acido cinnamico è un acido carbossilico aromatico: dal punto di vista chimico è un acido acrilico che porta un anello benzenico (fenile) in posizione 3. Prende il nome dalla cannella ed è un metabolita vegetale diffuso: nelle piante si forma a partire dall’amminoacido fenilalanina ed è un intermedio chiave della via biosintetica da cui derivano molti composti aromatici. Può esistere nella forma cis e nella forma trans, ma in natura prevale la trans, più stabile.
Come materia prima è un solido cristallino bianco, pochissimo solubile in acqua, con un odore lieve descritto come mielato e floreale. Il nome può trarre in inganno: l’acido cinnamico non è la cannella e non è l’aldeide cinnamica (INCI Cinnamal), principale responsabile dell’odore della corteccia. Non coincide nemmeno con i cinnamati usati come filtri UV, che sono suoi derivati con struttura e funzione diverse.
Nella banca dati europea CosIng l’acido cinnamico ha due funzioni: profumante e condizionante cutaneo, cioè utile a mantenere la pelle in buone condizioni. La letteratura ricorda che la molecola e i suoi derivati di origine naturale sono entrati in cosmetica soprattutto come materiali per la profumeria e come condizionanti per pelle e capelli.
Il contributo più evidente resta quello olfattivo: una sfumatura dolce, tra il miele e i fiori, lontana dalle note fresche degli agrumi. Essendo un solido che bolle intorno ai 300 °C, evapora molto meno delle molecole agrumate o erbacee; per questo il formulatore può usarlo per sostenere la parte più persistente di una composizione.
L’acido cinnamico compare nel Balsamo anti-crespo senza risciacquo, accanto a Parfum e ad altri componenti aromatici come Vanillin, Coumarin e Benzaldehyde e agli oli di Cananga Odorata e Citrus Aurantium. In un prodotto che resta sulle lunghezze contribuisce alla nota dolce e calda del profumo; la funzione condizionante registrata nel CosIng riguarda la pelle e non va letta come un effetto sui capelli.
Il gruppo carbossilico rende l’acido cinnamico un acido debole, che in soluzione acquosa può trovarsi in parte come anione cinnamato, a seconda del pH. Il doppio legame tra l’anello e il gruppo acido è all’origine delle due forme cis e trans; la trans, più stabile, è quella che prevale.
L’acido cinnamico non ha restrizioni nell’Allegato III del Reg. (CE) 1223/2009 e non rientra tra gli allergeni delle fragranze da indicare in etichetta oltre una soglia. Hanno invece questo obbligo due sostanze dal nome simile, Cinnamal (aldeide cinnamica) e Cinnamyl Alcohol, che in etichetta compaiono con il proprio nome e non vanno confuse con l’acido cinnamico.
No. È una singola molecola che prende il nome dalla cannella, ma l’odore tipico della corteccia si deve soprattutto a un’altra sostanza, l’aldeide cinnamica (INCI Cinnamal). In etichetta i due ingredienti hanno nomi distinti.
No. Alcuni suoi derivati, i cinnamati, sono impiegati come filtri UV, ma l’acido cinnamico è registrato come profumante e condizionante cutaneo. In Europa i filtri UV ammessi sono elencati nell’Allegato VI del Reg. (CE) 1223/2009 e compaiono in etichetta con il loro nome specifico.
Non rientra tra le sostanze per cui il Regolamento europeo impone l’indicazione in etichetta oltre una soglia. Le sostanze imparentate che hanno questo obbligo sono Cinnamal e Cinnamyl Alcohol, molecole diverse con un nome INCI proprio.