Nota dolce avvolgente
Dà rotondità alla parte dolce del profumo e si accorda con la vanillina presente nello stesso balsamo.
Nome INCI
Coumarin
È una molecola aromatica dall’odore dolce, presente in natura nella fava tonka, nella cannella cassia e nell’asperula. Nei cosmetici è usata come profumante.
Le formule che lo contengono
Dà rotondità alla parte dolce del profumo e si accorda con la vanillina presente nello stesso balsamo.
È una sostanza singola, con identità chimica precisa (CAS 91-64-5) e composizione costante.
Come allergene regolato, la sua presenza è visibile in lista ingredienti, un’informazione utile a chi deve evitarla.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Coumarin è il nome INCI della cumarina, una sostanza aromatica definita: chimicamente è il 2H-1-benzopiran-2-one (CAS 91-64-5), un lattone noto anche come lattone dell’acido o-idrossicinnamico. A differenza degli oli essenziali, che sono miscele di molte molecole, è un composto singolo. In natura si trova in diverse piante, tra cui la fava tonka, la cannella cassia, il meliloto e l’asperula odorosa; in quest’ultima, secondo l’agenzia austriaca per la sicurezza alimentare AGES, è legata a zuccheri e viene liberata da enzimi durante l’essiccazione, motivo per cui l’asperula fresca è quasi inodore.
Il nome può trarre in inganno. I farmaci anticoagulanti chiamati «cumarinici», come warfarin e fenprocumone, sono derivati sintetici e molecole diverse dalla cumarina: AGES sottolinea che vanno distinti dalla sostanza presente nelle piante e usata in profumeria.
In CosIng la cumarina ha funzione profumante. AGES ricorda che l’industria cosmetica la usa in profumi, gel doccia, lozioni e deodoranti, e il parere del comitato scientifico europeo SCCS la colloca tra le cento sostanze profumanti più usate. Il suo odore dolce, che ricorda il fieno essiccato, dà corpo alla parte più calda di una composizione.
Un formulatore la sceglie per arrotondare un profumo e per accompagnare note vanigliate, floreali o agrumate. Essendo una molecola singola, ha una composizione costante da un lotto all’altro, a differenza di un estratto vegetale la cui composizione dipende dalla pianta e dal processo.
È presente nel Balsamo anti-crespo senza risciacquo YVALA, un prodotto per capelli che resta applicato. Qui fa parte della componente dolce del profilo olfattivo, accanto a vanillina e benzaldeide, mentre l’olio di buccia d’arancio e l’olio di ylang ylang aggiungono una nota agrumata e una floreale. Come allergene delle fragranze, il suo nome va riportato in lista sopra soglia sia quando è aggiunta come tale sia quando è contenuta nella composizione profumata.
Nell’asperula e in altre piante la cumarina si forma da un precursore inodore legato a zuccheri, che gli enzimi liberano quando la pianta appassisce: da qui il tipico odore di fieno. Il parere SCCS riporta inoltre che la cumarina pura non è risultata sensibilizzante nel test LLNA sul linfonodo locale, mentre alcuni materiali commerciali contenenti impurezze, come la 3,4-diidrocumarina, lo erano: la purezza della materia prima è quindi un elemento rilevante.
La cumarina è un allergene delle fragranze regolato dall’Allegato III del Regolamento (CE) 1223/2009 (voce 77): la sua presenza va indicata in etichetta quando supera lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo e lo 0,01% in quelli da risciacquare. Il parere SCCS del 2012 la classifica tra gli allergeni da contatto accertati nell’uomo e la include tra le sostanze di particolare rilievo, con reazioni positive ai test epicutanei in una piccola percentuale dei pazienti testati. Chi ha un’allergia nota alla cumarina dovrebbe evitare i prodotti che la riportano in lista ingredienti.
Sì, è un allergene delle fragranze riconosciuto: la normativa europea sui cosmetici ne impone l’indicazione in etichetta sopra lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo e lo 0,01% in quelli da risciacquare. Le reazioni riguardano le persone già sensibilizzate; negli studi su pazienti sottoposti consecutivamente a test epicutanei, citati dal parere SCCS, le positività sono generalmente inferiori all’1%.
No. I farmaci detti cumarinici, come warfarin e fenprocumone, sono derivati sintetici con una struttura diversa; l’agenzia austriaca AGES sottolinea che la cumarina presente nelle piante va distinta da queste molecole. In cosmetica la cumarina svolge solo un ruolo profumante.
Sì, soprattutto nella cannella cassia, che secondo AGES ne contiene circa cento volte più della cannella di Ceylon. La stessa agenzia segnala che la cumarina viene assorbita con relativa facilità attraverso la pelle, soprattutto dai prodotti che non si risciacquano: un aspetto di cui tiene conto la valutazione di sicurezza dei cosmetici.