Solvente idrosolubile
Aiuta a sciogliere e a distribuire in modo uniforme altri componenti nella fase acquosa della formula.
Nome INCI
Propanediol
Il propanediolo (1,3-propandiolo) è un diolo a tre atomi di carbonio. Nei cosmetici lavora come solvente e regola la viscosità; uno studio sulla pelle ne ha misurato anche l’azione umettante.
Le formule che lo contengono
Aiuta a sciogliere e a distribuire in modo uniforme altri componenti nella fase acquosa della formula.
CosIng gli attribuisce la funzione di regolatore della viscosità, che incide sulla scorrevolezza del prodotto.
Uno studio universitario ne ha misurato l’effetto sull’idratazione superficiale della pelle, più marcato in combinazione con la glicerina.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Propanediol è il nome INCI del propano-1,3-diolo, registrato in CosIng con il numero CAS 504-63-2: una catena di tre atomi di carbonio con un gruppo ossidrilico a ciascuna estremità. È una molecola piccola e molto affine all’acqua.
È facile confonderlo con il glicole propilenico, Propylene Glycol nell’INCI: hanno la stessa formula bruta, ma nel glicole propilenico i due ossidrili sono vicini (propano-1,2-diolo). Sono sostanze distinte, con voci CosIng e numeri CAS diversi. L’1,3-propandiolo si ottiene per sintesi chimica a partire da derivati petrolchimici, come l’etilene o l’acroleina, oppure per fermentazione microbica di glucosio, ad esempio di mais, o di glicerolo.
CosIng registra per il Propanediol due funzioni: solvente e regolatore della viscosità. Come solvente aiuta a sciogliere e a veicolare altri componenti della fase acquosa; come regolatore della viscosità contribuisce alla consistenza e alla scorrevolezza del prodotto.
Pur non essendo registrato in CosIng come umettante, uno studio universitario su trenta volontarie ne ha misurato anche questo comportamento: applicato sull’avambraccio da solo o insieme a glicerina e butilenglicole, ha aumentato l’idratazione degli strati superficiali e ridotto la perdita d’acqua transepidermica fino a otto ore dopo l’applicazione, con un risultato migliore in combinazione con la glicerina. Per il formulatore è quindi un solvente che partecipa anche alla componente umettante della formula.
In YVALA è presente in cinque prodotti: Siero viso antiage, Siero viso schiarente, Crema viso antiage, Mousse detergente struccante e Balsamo anti-crespo senza risciacquo. Nei sieri e nella crema fa parte della fase acquosa come solvente e contribuisce alla componente umettante; nella mousse detergente aiuta a mantenere omogenea la base lavante; nel balsamo senza risciacquo partecipa alla parte acquosa che si distribuisce sulle lunghezze. Nel Siero viso schiarente lavora accanto al pentilenglicole, un diolo a catena più lunga e meno idrofilo.
I due gruppi ossidrilici alle estremità della catena formano legami a idrogeno con l’acqua e con altre molecole polari: è questa la base sia del suo potere solvente sia della capacità di trattenere acqua. Con soli tre atomi di carbonio è più idrofilo dei dioli a catena lunga, come il pentilenglicole.
No. Hanno la stessa formula bruta, ma la posizione degli ossidrili è diversa: alle estremità della catena nel propanediolo, vicini nel glicole propilenico. Per l’inventario europeo sono due ingredienti distinti, con numeri CAS e funzioni registrate diverse.
Dipende dalla materia prima. L’1,3-propandiolo si produce sia per sintesi chimica da derivati del petrolio sia per fermentazione, a partire da glucosio, ad esempio di mais, o da glicerolo; il nome INCI resta lo stesso. L’origine va verificata nella documentazione del fornitore.
In CosIng è registrato come solvente e regolatore della viscosità, ma uno studio su volontarie ha misurato un aumento dell’idratazione cutanea e una minore perdita d’acqua fino a otto ore dopo l’applicazione. In un cosmetico il suo contributo si somma a quello degli altri umettanti presenti, come la glicerina.