Testa di poliglicerina
La parte affine all’acqua è una breve catena di tre unità di glicerina, non una catena di polietilenglicole.
Nome INCI
Polyglyceryl-3 Rice Branate
Monoestere tra poliglicerina-3 e acidi grassi dell’olio di crusca di riso. È un emulsionante non ionico che aiuta acqua e oli a restare uniti in creme e sieri.
Le formule che lo contengono
La parte affine all’acqua è una breve catena di tre unità di glicerina, non una catena di polietilenglicole.
La parte lipofila proviene dall’olio di crusca di riso, composto soprattutto da acidi linoleico, oleico, palmitico e stearico.
Aiuta oli ed esteri emollienti a restare finemente dispersi nella base acquosa di creme e sieri.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Polyglyceryl-3 Rice Branate è, secondo la descrizione del database europeo CosIng, il monoestere tra la poliglicerina-3 e il Rice Bran Acid, cioè la miscela di acidi grassi ricavata dall’olio di crusca di riso. La poliglicerina-3, che CosIng identifica come triglicerolo, è una breve catena formata da tre unità di glicerina legate tra loro: il numero nel nome indica proprio questo grado di condensazione. La parte grassa proviene da un olio che, come riporta CosIng, è costituito soprattutto da gliceridi degli acidi linoleico, oleico, palmitico e stearico.
Il nome si presta a qualche confusione. Non è l’olio di crusca di riso (Oryza Sativa Bran Oil), che in etichetta ha una propria voce ed è classificato come emolliente, e non coincide nemmeno con Rice Bran Oil Polyglyceryl-3 Esters, una denominazione INCI distinta che indica il prodotto della transesterificazione dell’olio intero con la poliglicerina-3. Non va confuso, infine, con Oryza Sativa Powder, la polvere di riso che compare come voce separata nella stessa Crema corpo idratante.
CosIng gli attribuisce una sola funzione: tensioattivo emulsionante. Il suo compito è disperdere una fase oleosa in una fase acquosa in goccioline fini, così che la miscela resti omogenea invece di separarsi in due strati durante la conservazione.
Un formulatore lo sceglie quando cerca un emulsionante non ionico costruito su glicerina condensata e sugli acidi grassi della crusca di riso, senza unità di ossido di etilene nella struttura. Appartiene alla famiglia degli esteri poliglicerilici di acidi grassi, che il Cosmetic Ingredient Review ha esaminato in un rapporto complessivo pubblicato nel 2023.
In YVALA compare nella Crema corpo idratante, nel Siero viso antiage e nella Crema viso antiage, tre formule in cui una fase acquosa convive con oli ed esteri emollienti come l’olio di semi di girasole e il Coco-Caprylate/Caprate. In questi prodotti contribuisce a mantenere dispersa la componente oleosa e a dare una consistenza uniforme: nel siero e nella crema viso affianca la lecitina, anch’essa con funzione emulsionante, mentre nella crema corpo lavora accanto all’alcol cetearilico e alla gomma xantana, che partecipano al corpo della texture.
La molecola ha due estremità con affinità opposte: la catena di poliglicerina, ricca di gruppi ossidrilici, si lega all’acqua, mentre la coda di acido grasso, in prevalenza a 16 o 18 atomi di carbonio, preferisce l’olio. Disponendosi sulla superficie delle goccioline oleose, abbassa la tensione tra le due fasi e forma un film che ostacola la fusione delle gocce tra loro.
No. Dall’olio di crusca di riso si ricavano gli acidi grassi, che vengono poi legati alla poliglicerina-3: il risultato è un emulsionante, con un comportamento diverso da quello dell’olio. Quando l’olio è presente come tale, in etichetta compare come Oryza Sativa Bran Oil.
No. La parte affine all’acqua è formata da tre unità di glicerina unite tra loro, non da unità di ossido di etilene. Per questo nel nome INCI non compaiono la sigla PEG né il suffisso «-eth» tipici degli ingredienti etossilati.
Il Cosmetic Ingredient Review ha valutato un ampio gruppo di esteri poliglicerilici di acidi grassi, 274 in tutto, concludendo nel 2023 che sono sicuri nelle pratiche d’uso e nelle concentrazioni descritte, a condizione che la formula sia non irritante. Nell’Unione europea la sicurezza di ogni prodotto finito è inoltre oggetto di una valutazione specifica prevista dal Regolamento (CE) 1223/2009.