Nota floreale rosata
Porta nella formula l’odore rosato del geranio attraverso un olio essenziale di fiori, anziché una singola molecola odorosa.
Nome INCI
Pelargonium Graveolens Flower Oil
Olio essenziale ottenuto dai fiori di Pelargonium graveolens, il geranio odoroso. In cosmetica è una fragranza ed è tra gli allergeni delle fragranze soggetti a indicazione in etichetta.
Le formule che lo contengono
Porta nella formula l’odore rosato del geranio attraverso un olio essenziale di fiori, anziché una singola molecola odorosa.
Riunisce in un solo ingrediente citronellolo, geraniolo, linalolo, i loro esteri e altri costituenti volatili.
Il nome INCI indica la specie vegetale e la parte della pianta, i fiori, da cui deriva l’olio.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Pelargonium Graveolens Flower Oil è l’olio volatile ottenuto dai fiori di Pelargonium graveolens, pianta della famiglia delle Geraniaceae. La banca dati europea CosIng lo riferisce al geranio Bourbon; in commercio è noto come olio essenziale di geranio, dall’odore descritto come rosato.
Non è una singola sostanza, ma una miscela di molecole volatili. Gli studi indicano come componenti più ricorrenti citronellolo, geraniolo e linalolo, che con i rispettivi esteri rappresentano circa il 60% dell’olio; tra gli altri costituenti figurano il formiato di citronellile e l’isomentone. Le proporzioni cambiano con l’area di coltivazione, le condizioni ambientali e i metodi di raccolta ed essiccazione della pianta, tanto che si distinguono oli di tipo cinese, africano e Bourbon. CosIng registra con nomi diversi l’olio ottenuto dall’intera pianta (Pelargonium Graveolens Oil) e quello delle foglie (Pelargonium Graveolens Leaf Oil).
In CosIng la sua unica funzione registrata è fragranza. A differenza di una molecola odorosa isolata, porta in formula una nota già composta, in cui gli alcoli citronellolo e geraniolo convivono con i loro esteri e con componenti minori.
Per chi formula significa costruire una nota floreale rosata con un ingrediente botanico identificato in etichetta dal nome latino della pianta e della parte utilizzata. La contropartita è la variabilità della composizione legata all’origine e alla lavorazione, che richiede una materia prima con specifiche controllate da lotto a lotto.
Si trova nella Mousse detergente struccante, nel Siero viso antiage e nella Crema viso antiage, dove fa parte della componente olfattiva. Nella mousse, che si risciacqua, la lista INCI riporta anche Citronellol, Geranyl Acetate e Linalool; nel siero e nella crema, che restano sulla pelle, l’olio di geranio affianca l’olio di fiori d’arancio (Citrus Aurantium Flower Oil) e contribuisce alla nota percepita durante e dopo l’applicazione.
La nota dell’olio dipende soprattutto dal rapporto tra citronellolo, geraniolo, linalolo e i loro esteri. Ogni tipo ha però costituenti caratteristici: l’olio cinese è più ricco di citronellolo, quello africano contiene 10-epi-gamma-eudesmolo e quello Bourbon guaia-6,9-diene, per cui la sfumatura del profumo può cambiare da un olio di geranio all’altro.
Il Regolamento (UE) 2023/1545 ha inserito l’olio di Pelargonium graveolens nell’Allegato III del Regolamento (CE) 1223/2009 tra gli allergeni delle fragranze: la sua presenza va indicata nella lista ingredienti quando supera lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo e lo 0,01% in quelli da risciacquare. Alcuni suoi costituenti, come il citronellolo, sono a loro volta allergeni da dichiarare con il proprio nome sopra le stesse soglie. Chi ha una sensibilizzazione accertata a uno di questi componenti può riconoscerli leggendo la lista INCI.
Sì, rientra nell’elenco degli allergeni delle fragranze aggiornato dal Regolamento (UE) 2023/1545. Va quindi indicato in etichetta sopra lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo e sopra lo 0,01% in quelli da risciacquare. L’obbligo serve a informare chi ha già una sensibilizzazione accertata; non significa che provochi reazioni in tutti.
Citronellolo e linalolo sono tra i costituenti naturali dell’olio di geranio. Quando una di queste sostanze è un allergene in elenco, come il citronellolo, va dichiarata con il proprio nome sopra le soglie di legge, anche se arriva da un olio essenziale e non è stata aggiunta a parte.
No. Secondo CosIng il primo è l’olio ottenuto dai fiori, il secondo quello ottenuto dall’intera pianta; esiste anche un nome distinto per l’olio delle foglie. Nella banca dati europea tutti e tre sono collegati alla stessa voce dell’Allegato III dedicata all’olio di Pelargonium graveolens.