Conservante dell’Allegato V
È tra i conservanti espressamente ammessi dal Regolamento cosmetico europeo, con limiti per tipo di prodotto.
Nome INCI
Benzoic Acid
Acido aromatico ammesso come conservante nei cosmetici, con limiti diversi per tipo di prodotto. La sua efficacia dipende dal pH della formula.
Le formule che lo contengono
È tra i conservanti espressamente ammessi dal Regolamento cosmetico europeo, con limiti per tipo di prodotto.
La quota non dissociata, che entra nelle cellule dei microrganismi, aumenta quando il pH della formula scende.
Con il Sodium Benzoate condivide la stessa voce dell’Allegato V e lo stesso equilibrio acido-base in acqua.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
L’acido benzoico è l’acido carbossilico aromatico più semplice: un anello benzenico legato a un gruppo carbossilico. Come materia prima si presenta in scaglie o cristalli aghiformi bianchi, inodori o con un debole odore. È poco solubile in acqua a temperatura ambiente, mentre si scioglie bene in alcol, glicerina e oli.
In natura è presente, libero o sotto forma di esteri, in diverse fonti: la resina di benzoino ne è particolarmente ricca, e se ne trovano quantità minori in mirtilli rossi, prugne e chiodi di garofano maturi. La produzione industriale avviene quasi esclusivamente per ossidazione del toluene con aria, in presenza di un catalizzatore al cobalto. Non va confuso con il Sodium Benzoate, il suo sale sodico, più solubile in acqua, né con il Benzyl Alcohol, un alcol aromatico che non è un acido, né con l’acido salicilico, che è l’acido 2-idrossibenzoico e ha regole proprie.
Nella banca dati CosIng l’acido benzoico ha tre funzioni: conservante, regolatore di pH e fragranza. Insieme al suo sale sodico è iscritto nell’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009, l’elenco dei conservanti ammessi, alla voce 1, con concentrazioni massime diverse a seconda che il prodotto sia da risciacquare, per l’igiene orale o senza risciacquo.
Un formulatore lo sceglie soprattutto per formule acquose a pH acido, dove la quota di acido non dissociato, quella che riesce a entrare nei microrganismi, è più elevata. Essendo un acido, contribuisce anche a mantenere la formula nell’intervallo di pH in cui il sistema conservante lavora meglio.
Tra i prodotti YVALA si trova nella Mousse detergente struccante, un prodotto che si risciacqua. Nella sua lista INCI compare accanto a Sodium Benzoate, Benzyl Alcohol, Potassium Sorbate e Sodium Dehydroacetate, oltre che a Citric Acid: fa quindi parte di un sistema conservante composto da più sostanze, che contribuisce a mantenere la qualità microbiologica di un detergente ricco d’acqua durante l’uso.
L’acido benzoico ha un pKa di circa 4,2: in acqua si trova in equilibrio tra la forma acida non dissociata e l’anione benzoato, in proporzioni che dipendono dal pH. Studi sui lieviti hanno mostrato che la forma non dissociata, priva di carica, attraversa la membrana cellulare; all’interno, dove il pH è più alto, si dissocia e abbassa il pH del citoplasma, ostacolando il metabolismo energetico della cellula. Per questo l’acido benzoico e il benzoato di sodio lavorano meglio nelle formule acide.
È un conservante regolamentato dall’Allegato V (voce 1): la concentrazione massima, espressa come acido, è del 2,5% nei prodotti da risciacquare diversi da quelli per l’igiene orale, dell’1,7% nei prodotti per l’igiene orale e dello 0,5% nei prodotti senza risciacquo. La voce comprende sia l’acido benzoico sia il suo sale sodico.
Non esattamente: il sodio benzoato è il sale dell’acido benzoico ed è più solubile in acqua. In una formula acquosa le due forme coesistono in un equilibrio che dipende dal pH, e il Regolamento le tratta nella stessa voce dell’Allegato V, con limiti espressi come acido.
No. L’acido salicilico è l’acido 2-idrossibenzoico, una molecola diversa con un gruppo ossidrile in più e con proprie voci nel Regolamento cosmetico. Per l’acido benzoico la banca dati CosIng riporta le funzioni di conservante, regolatore di pH e fragranza, non quella esfoliante.
Perché a entrare nelle cellule dei microrganismi è la forma non dissociata, la cui quota aumenta al diminuire del pH. Con un pKa di circa 4,2, l’acido benzoico è più efficace nelle formule acide che in quelle neutre.