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Il dizionario della tua pelle

Beta-cariofillene

Nome INCI
Beta-Caryophyllene

Sesquiterpene dall’odore legnoso e speziato, che ricorda il chiodo di garofano. Presente in diversi oli essenziali, nei cosmetici partecipa al profumo.

Le formule che lo contengono
Beta-cariofillene (Beta-Caryophyllene): ciotola di vetro con liquido ambrato dorato su pietra chiara alla luce del sole
Funzioni cosmetiche
Componente aromatico
01

Nota legnosa speziata

Aggiunge al profumo una sfumatura calda che ricorda il chiodo di garofano.

02

Bassa volatilità

Come sesquiterpene ha un punto di ebollizione più alto dei monoterpeni ed evapora più lentamente.

03

Tipico del chiodo di garofano

Negli oli di chiodi di garofano costituisce circa dal 2 al 17% della composizione, secondo i dati riportati dall’SCCS.

L’ingrediente, da vicino.

Proprietà, benefici
e formulazione.

Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.

Che cos’è

Il beta-cariofillene è un sesquiterpene: una molecola di quindici atomi di carbonio (C15H24), più grande dei monoterpeni come il limonene o l’alfa-terpinene. La sua struttura è biciclica e comprende un anello a quattro atomi di carbonio, come indica il nome chimico (biciclo[7.2.0]undecene). Come materia prima è un liquido oleoso da incolore a giallo pallido, con un odore legnoso e speziato che ricorda il chiodo di garofano.

È un costituente di molti oli essenziali: secondo il parere dell’SCCS sugli allergeni delle fragranze, negli oli di chiodi di garofano rappresenta circa dal 2 al 17% della composizione, e nell’olio di ylang ylang aumenta nelle frazioni raccolte più tardi durante la distillazione. Non va confuso con l’ossido di cariofillene (Caryophyllene Oxide), una sostanza con un proprio nome INCI che è il principale prodotto della sua ossidazione all’aria.

Il suo ruolo in cosmetica

Accanto alla funzione profumante (perfuming e fragrance), CosIng gli attribuisce anche quella di condizionante della pelle (skin conditioning). Nei cosmetici il suo impiego principale resta olfattivo: dà alle composizioni una sfumatura calda, legnosa e speziata.

È meno volatile dei monoterpeni più leggeri: bolle intorno ai 256 °C, contro i circa 173 °C dell’alfa-terpinene. In una composizione profumata evapora quindi più lentamente delle note agrumate più fresche.

Nelle formule YVALA

È presente in due prodotti: la Crema corpo idratante, profumata con oli essenziali di lime e di arancia dolce, e il Balsamo anti-crespo senza risciacquo, che contiene tra l’altro Parfum e ylang ylang (Cananga Odorata Oil / Extract). In entrambi fa parte del profilo olfattivo, a cui contribuisce con una nota legnosa e speziata. Poiché è un costituente di molti oli essenziali, può arrivare nella formula attraverso uno di essi; la voce separata in etichetta è legata all’obbligo di indicare le fragranze allergizzanti.

Come agisce

Anche il beta-cariofillene si ossida all’aria, ma con un percorso diverso da quello di limonene e linalolo. Secondo il parere SCCS gli idroperossidi che si formano per primi sono molto instabili e si trasformano subito in epossidi, il principale dei quali è l’ossido di cariofillene; per questo l’aumento dell’attività allergenica dovuto all’ossidazione è considerato relativamente contenuto.

Cosa sapere

Il beta-cariofillene è stato aggiunto dal Reg. (UE) 2023/1545 all’elenco delle fragranze allergizzanti dell’Allegato III del Reg. (CE) 1223/2009: va indicato nella lista ingredienti quando supera lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo e lo 0,01% in quelli con risciacquo. Le reazioni documentate sono poco frequenti: in uno studio multicentrico citato dall’SCCS lo 0,5% di 1511 pazienti testati consecutivamente ha reagito al beta-cariofillene ossidato e lo 0,1% al suo principale prodotto di ossidazione, l’ossido di cariofillene.

Le domande,
con chiarezza.

Il beta-cariofillene è un allergene?

Dal Reg. (UE) 2023/1545 è nell’elenco europeo delle fragranze allergizzanti e va indicato in etichetta oltre le soglie previste. Nei test clinici le reazioni sono poco frequenti, ma l’indicazione permette a chi ha una sensibilità accertata di riconoscerlo.

Beta-cariofillene e ossido di cariofillene sono la stessa cosa?

No. L’ossido di cariofillene ha un proprio nome INCI (Caryophyllene Oxide) ed è il principale prodotto che si forma quando il beta-cariofillene si ossida all’aria. Sono quindi due sostanze diverse, anche se chimicamente legate.

Da dove viene il beta-cariofillene?

È un costituente di molti oli essenziali, per esempio quelli di chiodi di garofano e di ylang ylang. Il nome nella lista INCI non indica se arriva da un olio essenziale o se è stato aggiunto come molecola singola.

Le fonti, per approfondire.

  1. Commissione europea · CosIng, scheda Beta-Caryophyllene
  2. Consiglio dell’UE · Allegato al regolamento sull’etichettatura degli allergeni delle fragranze, voce Beta-Caryophyllene (doc. 7839/23 ADD 1)
  3. SCCS · Parere sugli allergeni delle fragranze nei prodotti cosmetici (SCCS/1459/11)

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