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Cocamidopropil betaina

Nome INCI
Cocamidopropyl Betaine

Tensioattivo anfotero ottenuto dagli acidi grassi del cocco. Affianca altri tensioattivi nei detergenti, sostenendo la schiuma e contribuendo alla consistenza.

Le formule che lo contengono
Cocamidopropil betaina (Cocamidopropyl Betaine): striscia di schiuma bianca a bolle fini con gocce d’acqua su piano chiaro
Funzioni cosmetiche
Tensioattivo detergente
01

Schiuma più stabile

Classificata da CosIng come potenziatore della schiuma, rende più ricca e duratura quella degli altri tensioattivi.

02

Consistenza del detergente

CosIng la classifica anche come regolatore di viscosità, utile a definire la densità del prodotto.

03

Testa zwitterionica

Porta nella stessa molecola una carica positiva e una negativa, che la distinguono dai tensioattivi anionici.

L’ingrediente, da vicino.

Proprietà, benefici
e formulazione.

Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.

Che cos’è

La cocamidopropil betaina, spesso abbreviata in CAPB, è un tensioattivo anfotero: CosIng la descrive come uno zwitterione, o sale interno, cioè una molecola che porta nella stessa struttura una carica positiva e una negativa. Si ottiene in due passaggi: gli acidi grassi del cocco reagiscono con la dimetilamminopropilammina (DMAPA) formando un intermedio detto ammidoammina, che viene poi fatto reagire con l’acido monocloroacetico per dare la betaina.

Il termine «betaina» può confondere: la betaina semplice (Betaine nell’INCI) è una piccola molecola che CosIng classifica come umettante, mentre la cocamidopropil betaina ha una lunga catena grassa ed è un tensioattivo. Non è nemmeno un solfato: non contiene il gruppo solfato tipico di ingredienti come il Sodium Coco-Sulfate.

Il suo ruolo in cosmetica

CosIng le attribuisce numerose funzioni: tensioattivo detergente, potenziatore della schiuma, regolatore di viscosità, antistatico e condizionante per pelle e capelli. La funzione di potenziatore della schiuma descrive il suo impiego più tipico, accanto ad altri tensioattivi di cui migliora la resa in schiuma.

Un formulatore la sceglie quindi per ottenere una schiuma più abbondante e stabile e per intervenire sulla densità del detergente, oltre che per il contributo antistatico e condizionante riconosciuto da CosIng, utile soprattutto nei prodotti per capelli.

Nelle formule YVALA

Fra i prodotti YVALA la cocamidopropil betaina si trova nella Mousse detergente struccante, dove affianca il coco-glucoside e alcuni tensioattivi derivati dall’acido glutammico (Sodium Cocoyl Glutamate, Disodium Cocoyl Glutamate, Sodium Lauroyl Glutamate). In un detergente per il viso di questo tipo contribuisce plausibilmente alla consistenza e alla tenuta della schiuma e partecipa alla detersione insieme agli altri tensioattivi.

Come agisce

Nella molecola la catena derivata dagli acidi grassi del cocco tende a orientarsi verso sebo e residui oleosi, mentre la testa con le due cariche, una positiva e una negativa, resta rivolta verso l’acqua. Poiché le due cariche si bilanciano, la molecola nel suo insieme non ha carica netta e può convivere nella stessa formula con tensioattivi di tipo diverso.

Cosa sapere

Nella produzione possono restare tracce di ammidoammina e di dimetilamminopropilammina (DMAPA), due impurezze note come sensibilizzanti. Secondo la letteratura dermatologica, nella maggior parte dei casi le allergie attribuite ai prodotti con cocamidopropil betaina dipendono dalla DMAPA residua più che dalla betaina pura. Il Cosmetic Ingredient Review la considera sicura quando la formula è realizzata in modo da non essere sensibilizzante; chi ha un’allergia accertata alla DMAPA o alla cocamidopropil betaina dovrebbe controllare l’INCI.

Le domande,
con chiarezza.

La cocamidopropil betaina è un solfato?

No. È un tensioattivo anfotero con una testa zwitterionica e non contiene gruppi solfato. Il nome indica invece l’ammide degli acidi grassi del cocco legata a una struttura di tipo betaina.

La cocamidopropil betaina può dare allergia?

Le reazioni descritte in letteratura sono legate soprattutto a tracce di DMAPA e ammidoammina residue dalla produzione, note come sensibilizzanti. Per questo il Cosmetic Ingredient Review ne subordina la sicurezza a formule non sensibilizzanti; chi ha un’allergia accertata dovrebbe leggere l’INCI.

Che differenza c’è con la betaina?

Betaine è una piccola molecola umettante, senza catena grassa. La cocamidopropil betaina contiene invece una catena derivata dagli acidi grassi del cocco ed è un tensioattivo usato nei detergenti.

Le fonti, per approfondire.

  1. Commissione europea · CosIng, scheda Cocamidopropyl Betaine
  2. Burnett et al. (CIR) · Valutazione di sicurezza della cocamidopropil betaina, Int J Toxicol (2012)
  3. Knopp e Watsky · Dermatite delle palpebre e allergia alla DMAPA, Dermatitis (2008)

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