Contro lieviti e muffe
L’acido sorbico è impiegato da tempo per limitare il deterioramento causato dai funghi.
Nome INCI
Potassium Sorbate
Sale di potassio dell’acido sorbico, conservante ammesso dall’Allegato V. Agisce soprattutto contro lieviti e muffe ed è più efficace nelle formule a pH acido.
Le formule che lo contengono
L’acido sorbico è impiegato da tempo per limitare il deterioramento causato dai funghi.
Lavora come acido sorbico non dissociato, la forma che prevale quando il pH è acido.
L’Allegato V fissa un massimo dello 0,6%, espresso come acido, per ogni tipo di prodotto.
Il ruolo di un ingrediente dipende anche dalla concentrazione, dal tipo di prodotto e dalla formula nel suo insieme.
Potassium Sorbate è il sale di potassio dell’acido sorbico, che il Regolamento (CE) 1223/2009 indica con il nome chimico di acido esa-2,4-dienoico: una catena di sei atomi di carbonio con due doppi legami e un gruppo acido. In acqua il sale si scioglie e libera lo ione sorbato, che, a seconda del pH della formula, si ritrova in parte come acido sorbico; a pH 4, per esempio, circa l’85% è presente come acido libero.
Il nome può far pensare al sorbitolo (Sorbitol), un poliolo usato come umettante, o ai polisorbati (Polysorbate), tensioattivi emulsionanti. Sono ingredienti diversi, che con il sorbato condividono soltanto parte del nome.
È uno dei conservanti dell’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009: la voce 4 riguarda l’acido sorbico e i suoi sali di calcio, sodio e potassio. Il formulatore lo usa per proteggere la formula dai funghi, cioè lieviti e muffe, lo stesso impiego che l’acido sorbico ha da tempo in alimenti e bevande.
Viene scelto in forma di sale perché si scioglie facilmente nella fase acquosa, mentre l’attività conservante dipende dalla quota che, al pH del prodotto, torna in forma di acido sorbico. Per questo è adatto a formule con pH acido.
È presente in cinque prodotti YVALA: Shampoo Neutro, Mousse detergente struccante, Balsamo anti-crespo senza risciacquo, Siero viso antiage e Crema viso antiage. In tutti fa parte di un sistema conservante a più componenti, insieme al benzoato di sodio e, secondo la formula, al deidroacetato di sodio o all’etil lauroil arginato, e contribuisce a proteggere il prodotto da lieviti e muffe durante l’uso.
L’attività dipende dalla forma non dissociata, l’acido sorbico, più lipofila dello ione sorbato e quindi in grado di penetrare nelle membrane delle cellule fungine. Gli studi sui lieviti indicano che l’acido sorbico inibisce soprattutto la respirazione mitocondriale e favorisce la formazione di specie reattive dell’ossigeno: per questo i lieviti che ricavano energia dalla fermentazione risultano più tolleranti.
È un conservante regolamentato dall’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009, con un limite massimo dello 0,6% espresso come acido sorbico. La letteratura dermatologica cita l’acido sorbico tra le cause di orticaria da contatto non immunologica, una reazione che non richiede una precedente sensibilizzazione; chi ha già avuto reazioni a questa sostanza può verificarne la presenza nella lista INCI.
Non esattamente: il sorbato di potassio è il sale, l’acido sorbico la forma acida. In una formula acquosa le due forme coesistono in proporzioni che dipendono dal pH, e quella attiva come conservante è l’acido. Per questo l’Allegato V esprime il limite come acido sorbico.
In letteratura l’acido sorbico è citato soprattutto tra le cause di orticaria da contatto non immunologica, una reazione che non dipende da una sensibilizzazione allergica. Chi sa di aver reagito a questa sostanza può cercarla nella lista INCI come Potassium Sorbate o Sorbic Acid.
Sì. In alimenti e bevande l’acido sorbico e i suoi sali servono soprattutto a prevenire il deterioramento causato da lieviti e muffe. Nei cosmetici il loro impiego è disciplinato in modo separato, dall’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009.